CarbonWear

Passaporto digitale di prodotto per la moda: cosa cambia e come prepararsi

Aggiornata il 4 ottobre 2026 · 5 minuti di lettura

In breve.

  • Il passaporto digitale di prodotto (DPP) è una scheda online legata a ogni capo, leggibile da un QR code.
  • È previsto dal Regolamento (UE) 2024/1781 (ESPR). Per l’abbigliamento le regole precise arriveranno con un atto delegato, la cui adozione la Commissione prevede nel quarto trimestre 2027.
  • Gli obblighi scatteranno dopo un periodo di transizione: c’è tempo, ma i dati di filiera richiedono mesi per essere raccolti.

Cos’è il passaporto digitale di prodotto

È un insieme di informazioni sul prodotto accessibile in formato digitale per tutto il suo ciclo di vita: in negozio, online e attraverso un supporto sul capo stesso, come un QR code. Serve a clienti, riparatori, rivenditori dell’usato, riciclatori e autorità di controllo.

Lo introduce l’ESPR, il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, in vigore dal 18 luglio 2024. L’ESPR fissa la cornice; i requisiti per ogni categoria di prodotto sono definiti da atti delegati specifici.

Quando arriva per la moda

DataCosa succede
18 luglio 2024Entra in vigore l’ESPR.
19 luglio 2026Le grandi imprese non possono più distruggere abbigliamento, accessori e calzature invenduti. Per le medie imprese il divieto si applicherà dal 19 luglio 2030.
20 luglio 2026La Commissione avvia il registro europeo dei passaporti digitali, con un ambiente di prova.
4° trimestre 2027Adozione prevista dell’atto delegato ESPR per il tessile e l’abbigliamento.
Dopo l’atto delegatoGli obblighi si applicano al termine di un periodo di transizione stabilito dall’atto stesso.

Le date successive al 2026 sono previsioni della Commissione e possono cambiare.

Cosa conterrà

Secondo la Commissione europea, il passaporto dei prodotti tessili riguarderà:

Tra i parametri che l’ESPR consente di richiedere (Allegato I) ci sono anche l’impronta di carbonio e l’impronta ambientale del prodotto. Quali informazioni saranno obbligatorie per l’abbigliamento, e con quale metodo, lo deciderà l’atto delegato.

Chi deve fare cosa

Come prepararsi già adesso

  1. Mappare la filiera: per ogni prodotto, chi fa ogni fase e in quale paese.
  2. Mettere in ordine i dati che già avete: composizione, peso, origine, istruzioni di cura.
  3. Chiedere ai fornitori i consumi di energia per fase: sono la base per calcolare l’impronta di carbonio e richiedono tempo.
  4. Assegnare a ogni prodotto un identificativo univoco e scegliere dove conservare i dati in formato digitale.
  5. Allineare la comunicazione ambientale: dal 27 settembre 2026 la Direttiva (UE) 2024/825 vieta le asserzioni ambientali generiche non dimostrabili. Ogni dato che pubblicate deve avere una fonte.

Dove entra il calcolo della CO₂e

Anche prima che l’atto delegato sia pubblicato, molti clienti chiedono già ai fornitori l’impronta di carbonio dei capi. Un calcolo fatto per fase, con i consumi reali e con la fonte di ogni valore, è riutilizzabile quando il passaporto diventerà obbligatorio. Per come si calcola, vedi la guida al calcolo dell’impronta di carbonio di un capo.

CarbonWear è il motore che calcola la CO₂e nel passaporto digitale di ChainWear.

Iniziate da un capo. Il calcolatore è gratuito e mostra la fonte di ogni valore.

Apri il calcolatore

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